Il nostro club è stato protagonista nella collaborazione con il Distretto 2041 nel supportare le iniziative messe in campo dal Rotary per le Olimpiadi Milano Cortina che ha visto coinvolti 19 clubs Rotary e 4 clubs Rotaract.
Eccoci così riuniti quali promotori in Inter club presso il Circolo Volta con altri tre club e vari rappresentanti del Rotaract per la presentazione dei cinque ragazzi invitati che sono venuti a Milano per un Camp invernale provenendo da vari paesi (Germania, Olanda, Belgio, India e Brasile).
È stato bravissimo Filippo con Pietro F. nell'organizzare in pochissimo tempo una serata conviviale di grande successo che completava l'impegno di Gabriele, Elise e Nani nell'accompagnare i ragazzi in varie giornate quali responsabili operativi dei giovani ospiti.
Andando con ordine abbiamo partecipato il sabato precedente all'accoglienza presso il Distretto dove il Governatore Di Bari ha potuto dare loro il benvenuto a Milano prima del loro percorso itinerante nei luoghi in Lombardia dove si svolge l'olimpiade paraolimpica e facendogli conoscere vari atleti concorrenti e facendogli provare cosa significhi il praticare alcuni sport dal punto di vista dei diversamente dotati abbinando alla parte culturale che Milano offre anche la reciproca conoscenza per stimolare amicizie tra giovani provenienti da vari continenti che favoriscano la pace e l'unità soprattutto in questo periodo difficile.
Lunedì sera durante la conviviale Cesare Sacerdoti ha poi illustrato ai numerosi rotariani presenti l'importante attività distrettuale del programma "Costruttori di pace" dove i valori del Rotary incontrano i valori delle Olimpiadi. La staffetta dei "Costruttori di pace" è stato un percorso, non sportivo, che attraverso diverse località lombarde ha coinvolto clubs e scuole superiori in un'esperienza formativa e simbolica sulla cultura della pace.
Ha preso poi la parola Fabrizio Marinaro, responsabile dell'organizzazione del Camp, spiegandoci rapidamente il significato morale di un Camp rotariano e riassumendo l'intenso programma dei ragazzi, sia culturale che sportivo, tra Milano, Sondrio, Bormio e Verona.
È stata poi la volta dei ragazzi che si sono presentati raccontandoci le loro esperienze scolastiche e ringraziando per l'occasione che abbiamo loro offerto, (qualcuno si è anche sforzato di parlare in italiano). La distribuzione dei gagliardetti dei clubs presenti e le foto di gruppo hanno concluso la serata.
Martedì 3 mattina li abbiamo accompagnati a vedere Citylife ed il Museo del Teatro della Scala con il presidente degli Amici del Loggione (anche lui rotariano) che ci ha fatto da guida appassionata.
La speranza è che tanti figli e nipoti di nostri soci possano approfittare di queste esperienze che il Distretto coordina con tanti Paesi facendo conoscere realtà sconosciute in un ambiente garantito dai rotariani locali con esperienze culturali, sportive, archeologiche, nautiche e ippiche.
Nani Chevallard
Un grazie particolare ad Anna che ci ha proposto ed organizzato una interessante visita a Palazzo Citterio, museo di arte moderna, elegante dimora settecentesca acquisita dallo Stato nel 1972 abbinandola alla contigua “Grande Brera” per poter risolvere i problemi di spazio espositivo della Pinacoteca.
La guida e prossima mamma Chiara ci illustra i numerosi progetti sempre ostacolati da formalità burocratiche ed ecologiche fino al dicembre 2024 quando ha visto la luce il nuovo progetto di stabilizzazione ed allestimento. L’intervento ha valorizzato la storicità del palazzo, trasformandolo in uno spazio espositivo per mostre temporanee ed inglobando la splendida collezione di Emilio Jesi, appassionato cultore d’arte e collezionista che nella sua residenza aveva raccolto un’infinità di quadri di pittori italiani e non solo della fine dell’ottocento fino ai giorni nostri.
Ecco così esposti oltre settanta capolavori che ci permettono poter conoscere lo sviluppo dell’arte in un viaggio unico tra Divisionismo, Futurismo, Metafisica e Scuola Romana consentendo alla nostra guida di illustrarci dettagliatamente l’evolversi di stili e tecniche pittoriche.
Partendo dalla sala 40 in un logico proseguimento temporale (la Pinacoteca comprende 39 sale); iniziamo dalla “Fiumana” di Pelizza da Volpedo, ulteriore rielaborazione del “Terzo stato”, per proseguire con quadri di De Pisis, Boccioni, Modigliani, Morandi, Picasso, Carrà, Sironi e De Chirico.
Il tempo scorre veloce permettendoci pure una rapida visita alla collezione Vitali prima della chiusura. Un ultimo sguardo al cortile interno del palazzo che ospita il “Tempietto”, una struttura lignea ispirata al quadro dello Sposalizio della Vergine, capolavoro di Raffaello, allestita per un fuori salone del mobile ma mai rimossa, funge da punto di raccordo tra la “Grande Brera”, la città di Milano e l’adiacente Orto.
Nani Chevallard
La prima serata del nuovo anno e' dedicata al service CAM .
Il primo intervento è di Mario Zevola, presidente del CAM (Centro Ausiliario per i Minori), che ripercorre la nascita, l'evoluzione e le principali attività dell'associazione.
Il CAM nasce nel 1969 a Milano come supporto al Tribunale per i Minorenni, inizialmente per affrontare il problema dei minori abbandonati e favorire l'applicazione della nuova legge sulle adozioni, superando l'idea dei figli come "proprietà" dei genitori. All'epoca circa 20.000 bambini vivevano negli istituti e fu necessario censirli e valutare la possibilità di inserirli in famiglie idonee. Fondamentale fu l'impegno di un gruppo di volontarie che collaborarono direttamente con i giudici, creando una sinergia tra pubblico e privato a favore dei minori.
Leggi tutto: Service Borse Lavoro per il Centro Ausiliario per i Minori
I giovani tra derive digitali, devianza e ricerca di identità: il resoconto dell'Interclub con la Dott.ssa Gatto
Lo scorso lunedì 23 febbraio, la suggestiva cornice del Circolo Volta in Via Giusti a Milano ha ospitato un momento di profonda riflessione e confronto. L'Interclub, magistralmente organizzato dal Rotary Club Milano Aquilea con la partecipazione del Rotary Club Milano Sud Ovest, ha visto come graditissima ospite e relatrice della serata la Dottoressa Gatto. Al centro dell'incontro, tematiche di stringente e drammatica attualità: la violenza giovanile, il bullismo, l'impatto dell'Intelligenza Artificiale sulle nuove generazioni e l'emergenza legata ai minori non accompagnati.
L'intervento della Dott.ssa Gatto si è aperto con un'analisi lucida sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, definiti non come semplici "ragazzate", ma come vere e proprie azioni deliberate volte a prevaricare e fare del male. I dati condivisi sono allarmanti: il fenomeno interessa circa il 15% dei ragazzi nelle scuole di ogni ordine e grado. Con l'avvento delle nuove tecnologie, il cyberbullismo ha amplificato a dismisura il problema, rendendo le persecuzioni virali e costanti. Le conseguenze psicologiche sulle vittime sono devastanti e spaziano dal crollo dell'autostima all'isolamento sociale, fino ad arrivare a pensieri suicidari. Sebbene la Legge 172 del 2017 abbia cercato di tutelare i minori, la relatrice ha ribadito che la vera barriera contro "la cultura del disprezzo" deve essere eretta dagli adulti – famiglie, educatori e istituzioni – attraverso l'educazione al digitale e un dialogo aperto.
Il dibattito si è poi spostato su un terreno tanto affascinante quanto insidioso: l'Intelligenza Artificiale. Sollecitata dagli interventi dei soci, la Dott.ssa Gatto ha citato dati sconcertanti emersi da recenti studi (come quelli dell'associazione Seven Sisters): oggi il 41,8% dei giovani si rivolge a un'IA come ChatGPT quando si sente triste o in ansia, e oltre il 63% trova più facile confidarsi con un algoritmo piuttosto che con un essere umano, semplicemente perché "la macchina non giudica". Si registrano persino casi di relazioni sentimentali virtuali fin dagli 11 anni di età. Di fronte a questa fuga dalla realtà, il ruolo degli adulti diventa cruciale per aiutare i giovani a recuperare la dimensione umana, l'empatia e la socializzazione autentica. L'IA, ha sottolineato la relatrice (attualmente impegnata in una commissione europea sull'etica dell'IA), è uno strumento neutro: se regolamentata e guidata può prevenire comportamenti devianti, se lasciata a sé stessa può diventare un'arma pericolosa per la privacy e la manipolazione sociale.
Un altro tema caldo della serata, sollevato dalle domande della platea, ha riguardato la giustizia minorile e l'immigrazione. La relatrice si è detta fermamente contraria all'abbassamento dell'età imputabile (attualmente fissata a 14 anni in Italia), sottolineando piuttosto le gravi carenze del nostro sistema di accoglienza, specialmente per i minori stranieri non accompagnati. Molti di questi ragazzi, spesso analfabeti e privi di reti familiari, finiscono per essere fagocitati dalla criminalità organizzata.
La discussione ha toccato anche i mutamenti culturali della criminalità, come la diffusione dell'uso delle armi da taglio, evidenziando come la mancanza di modelli positivi e la disgregazione del nucleo familiare rendano i giovani prede facili della devianza.
Come arginare tutto questo? La Dott.ssa Gatto ha offerto una prospettiva chiara: non bastano le politiche di sicurezza o la sorveglianza tecnologica. Per combattere la radicalizzazione e l'isolamento servono educazione civica, mediazione culturale e la creazione di opportunità reali. È fondamentale investire in comunità di accoglienza, reti di volontariato e nell'alfabetizzazione dei giovani più fragili, italiani o stranieri che siano, per inserirli nel mondo del lavoro.
La serata si è conclusa con un corale ringraziamento alla Dott.ssa Gatto per aver guidato i presenti in un'analisi complessa ma necessaria. Il messaggio che i soci dei due Club portano a casa è un forte richiamo alla responsabilità collettiva: per costruire una società più sicura e solidale, non possiamo delegare l'educazione dei nostri ragazzi agli algoritmi, ma dobbiamo tornare a essere "comunità", offrendo tempo, ascolto e modelli positivi reali.
Marinella Carletti

Il 1 dicembre è stato presentato il progetto "A journey to Give Back - Road Tour per il riciclo protesico" con Viviana Lucarini. Gli argomenti del progetto carichi di valori che rappresentano perfettamente lo spirito Rotariano hanno pervaso di sincera emozione tutti i numerosi partecipanti.
Riportiamo di seguito il discorso di Viviana Lucarini.
Buonasera Presidente e membri del Rotary,
sono Viviana Lucarini e vi ringrazio per l'opportunità di raccontarvi una storia che per me è diventata una missione.
Quattro anni fa la mia vita è cambiata radicalmente. A causa di una grave infezione, tutti e quattro i miei arti hanno subito una necrosi irreversibile. Dopo un lungo periodo in terapia intensiva, amputazioni e una degenza ospedaliera complessa, ho dovuto scegliere dove proseguire la riabilitazione.
Leggi tutto: A journey to Give Back – Road tour per il riciclo protesico
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