La serata conviviale del 23 marzo corrente ha avuto il contributo dell' Avvocato Distrettuale dello Stato Dario Bellisario, coniuge della nostra socia Roberta Florio che ci ha intrattenuto sulla tematica del bene comune .
L'argomento è stato trattato partendo dal dato storico/etimologico evocando in primis la filosofia greca Aristotele – che ha individuato il bene comune nella cosiddetta "eudaimonia" traducibile dal greco come stato di benessere individuale e collettivo e poi facendo riferimento al termine latino "communis" derivante dall'espressione cum munus -il termine munus indica il dovere ma anche il dono, il regalo e individuando dunque il munus publicum quale "attività volta al conseguimento o alla gestione di quei beni, ovvero entità materiali o immateriali che soddisfano diritti fondamentali e bisogni socialmente rilevanti per le presenti e future generazioni "-.
Il Relatore ha poi valorizzato l' autonomia come fattore per il perseguimento del bene comune portando l'esempio della Regione a Statuto Speciale Trentino Alto Adige Sud Tirol ove l'autonomia ha giocato un ruolo fondamentale come elemento che facilita il perseguimento del bene comune: autonomia da intendersi quale capacità di autodeterminazione, declinata in ambiti politici, giuridici ed amministrativi e potere di autogoverno di una comunità ritenendo che l'esperienza trentina e sudtirolese possa costituire un modello organizzativo utile anche per altre comunità anche in senso più ampio.
Il Relatore ha fatto un excursus storico sulle origini dell'autonomia in Trentino e Sud Tirolo richiamando l'atto fondativo della tradizione autonomistica che risale al 1027 d. C - pergamena contenente il diploma con cui l'Imperatore del sacro Romano Impero Corrado II il Salico concesse speciali poteri di autogoverno ai principi vescovi di Trento e di Bressanone, autorità che riunivano in una sola figura il potere religiosoe quello temporale; a loro volta i principati vescovili delegarono la gestione di tali risorse alle comunità delle valli. Le comunità di valle ancora oggi conservano taluni compiti e poteri di governo dei beni di interesse comune delle popolazioni di quelle valli anche attraverso i cosiddetti usi civici; oggi esistono le ASUC, ossia le Amministrazioni Separate di Uso Civico Trentine, che hanno assunto funzioni di salvaguardia, tutela della montagna, cura del patrimonio collettivo anche al fine di preservare l'equilibrio idrogeologico delle zone montane nell'interesse comune. Oggi i beni soggetti ad uso civico godono dello stesso regime giuridico dei beni demaniali, non sono usucapibili e sono tutelabili dall'amministrazione in regime di autotutela. L'autonomia trentino tirolese si è rinnovata nel 1946 grazie ad Alcide De Gasperi che il 5 settembre del 1946, nell'ambito dei Trattati che stabilirono l'assetto dell'Europa al termine della Seconda guerra mondiale, stipulò un accordo con il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber che precede l'approvazione della Carta costituzionale italiana e che sta alla base dell'attuale statuto di autonomia speciale delle province di Trento e di Bolzano.
Nella Costituzione e nelle successive Leggi Costituzionali si è data poi attuazione a quel Trattato e si è progressivamente realizzato un regime di forte autonomia a carattere dinamico, in continua evoluzione. Il modello autonomistico del Trentino Alto Adige Sud Tirol ha portato successo e benessere: oggi Trento e Bolzano si dividono stabilmente i primi due posti nelle classifiche per la migliore qualità della vita.
Il Relatore è passato poi ad esaminare la tematica del bilanciamento dei diversi interessi nel perseguire il bene comune che spesso viene risolto in sede giudiziaria alla luce delle norme costituzionali richiamando esempi della pratica giudiziaria che hanno affrontato il tema della tutela dell'ambiente, inserita di recente tra i beni di rilevanza costituzionale, con la modifica degli articoli 9 e 41 della Carta costituzionale; il Relatore ha richiamato: - il caso dell'Ente Parco Adamello Brenta ove si prospettava un conflitto tra la tutela dell'iniziativa economica da un lato e quella dell'ambiente naturale dall'altro, entrambi beni tutelati dall'art.41 Cost:
- il caso che ha coinvolto il Comune di Tires e la Provincia autonoma di Bolzano relativamente alla costruzione di una nuova ed avveniristica cabinovia volta a consentire l'accesso al massiccio del Catinaccio/Rosengarten; in gioco vi erano i contrapposti interessi di benessere/posti di lavoro e l'interesse al mantenimento della integrità;
- il caso della gestione dei grandi carnivori in relazione ai quali si sono posti problemi di bilanciamento tra la tutela della fauna selvatica da un lato e l'attenzione per le attività umane e la tutela della incolumità delle persone; - il caso del Comune di Lavarone, in relazione alla tematica degli usi civici dei terreni contrapposta all' interesse alla realizzazione di una attività turistica consistente in un villaggio con annesso un campeggio che avrebbe portato benessere economico; - il caso relativo alle recenti Olimpiadi invernali ha dato luogo ad una controversia tra la federazione degli ambientalisti sudtirolesi e il Comune di Anterselva, dove è stato realizzato lo stadio per il biathlon. L'associazione ambientalista contestava la creazione di un laghetto artificiale per costituire la riserva di acqua necessaria a garantire l'eventuale innevamento artificiale delle piste di fondo necessarie per le competizioni di biathlon, ritenendo che tale realizzazione alterasse l'ambiente naturale della valle.
Il Relatore ha infine richiamato le giurisdizioni superiori e internazionali richiamando la pronuncia della Corte europea dei Diritti dell'Uomo con sede a Strasburgo (CEDU) che ha emesso il 9 aprile 2024 in relazione all'adozione di provvedimenti idonei al contrasto del cambiamento climatico tra cui:
-Il caso l'associazione Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera e riguardava una denuncia di quattro donne e dell'associazione svizzera "Anziane per il clima", relativo alle conseguenze del riscaldamento globale sulle loro condizioni di vita e di salute.
Il Relatore ha anche richiamato la pronuncia della Corte di Cassazione italiana a sezioni unite che si è pronunciata, riformando una sentenza del Tribunale di Roma, a favore della legittimazione di associazioni per la tutela dell'ambiente ad agire per ottenere una condanna nei confronti dell'ENI spa di CDP e del Ministero delle Finanze quale azionista di ENI a adottare misure di politica energetica più efficaci per tutela ambientale climatica.
Il Relatore ha poi richiamato il Bilancio dello Stato quale bene comune evocando la modifica dell'art.81 della Carta costituzionale nel 2012 che ha introdotto il principio dell'equilibrio di bilancio tra quelli di rilevanza costituzionale nonchè richiamando la giurisprudenza sia contabile che costituzionale che ha definito espressamente il bilancio pubblico quale bene comune.
Da ultimo il Relatore ha menzionato l'uso dell'intelligenza artificiale - che può essere considerata quale nuovo strumento utile per il perseguimento del bene comune da parte della Pubblica Amministrazione - in relazione ad un caso giudiziario in cui per rendere è più efficiente l'espletamento di un concorso pubblico era stata adottata una procedura completamente automatizzata on line per l'esame delle domande di partecipazione attraverso un sistema computerizzato gestito da un algoritmo. Il Tribunale amministrativo, pur dando atto che l'uso di strumenti informatici e di intelligenza artificiale ha una indubbia utilità al fine di rendere più efficiente ed efficace l'azione della pubblica amministrazione, concludeva che occorre sempre, in ultima analisi, fare ricorso a quella che il Tribunale (e in altri casi anche il Consiglio di Stato, supremo organo della giustizia amministrativa) hanno definito come "riserva di umanità" necessaria a garantire che gli strumenti informatici e di intelligenza artificiale siano effettivamente utilizzati per il bene comune e non diano luogo a risultati che nella sostanza finiscano poi per penalizzare ingiustificatamente i cittadini.
Roberta Florio
Il nostro club è stato protagonista nella collaborazione con il Distretto 2041 nel supportare le iniziative messe in campo dal Rotary per le Olimpiadi Milano Cortina che ha visto coinvolti 19 clubs Rotary e 4 clubs Rotaract.
Eccoci così riuniti quali promotori in Inter club presso il Circolo Volta con altri tre club e vari rappresentanti del Rotaract per la presentazione dei cinque ragazzi invitati che sono venuti a Milano per un Camp invernale provenendo da vari paesi (Germania, Olanda, Belgio, India e Brasile).
È stato bravissimo Filippo con Pietro F. nell'organizzare in pochissimo tempo una serata conviviale di grande successo che completava l'impegno di Gabriele, Elise e Nani nell'accompagnare i ragazzi in varie giornate quali responsabili operativi dei giovani ospiti.
Andando con ordine abbiamo partecipato il sabato precedente all'accoglienza presso il Distretto dove il Governatore Di Bari ha potuto dare loro il benvenuto a Milano prima del loro percorso itinerante nei luoghi in Lombardia dove si svolge l'olimpiade paraolimpica e facendogli conoscere vari atleti concorrenti e facendogli provare cosa significhi il praticare alcuni sport dal punto di vista dei diversamente dotati abbinando alla parte culturale che Milano offre anche la reciproca conoscenza per stimolare amicizie tra giovani provenienti da vari continenti che favoriscano la pace e l'unità soprattutto in questo periodo difficile.
Lunedì sera durante la conviviale Cesare Sacerdoti ha poi illustrato ai numerosi rotariani presenti l'importante attività distrettuale del programma "Costruttori di pace" dove i valori del Rotary incontrano i valori delle Olimpiadi. La staffetta dei "Costruttori di pace" è stato un percorso, non sportivo, che attraverso diverse località lombarde ha coinvolto clubs e scuole superiori in un'esperienza formativa e simbolica sulla cultura della pace.
Ha preso poi la parola Fabrizio Marinaro, responsabile dell'organizzazione del Camp, spiegandoci rapidamente il significato morale di un Camp rotariano e riassumendo l'intenso programma dei ragazzi, sia culturale che sportivo, tra Milano, Sondrio, Bormio e Verona.
È stata poi la volta dei ragazzi che si sono presentati raccontandoci le loro esperienze scolastiche e ringraziando per l'occasione che abbiamo loro offerto, (qualcuno si è anche sforzato di parlare in italiano). La distribuzione dei gagliardetti dei clubs presenti e le foto di gruppo hanno concluso la serata.
Martedì 3 mattina li abbiamo accompagnati a vedere Citylife ed il Museo del Teatro della Scala con il presidente degli Amici del Loggione (anche lui rotariano) che ci ha fatto da guida appassionata.
La speranza è che tanti figli e nipoti di nostri soci possano approfittare di queste esperienze che il Distretto coordina con tanti Paesi facendo conoscere realtà sconosciute in un ambiente garantito dai rotariani locali con esperienze culturali, sportive, archeologiche, nautiche e ippiche.
Nani Chevallard
I giovani tra derive digitali, devianza e ricerca di identità: il resoconto dell'Interclub con la Dott.ssa Gatto
Lo scorso lunedì 23 febbraio, la suggestiva cornice del Circolo Volta in Via Giusti a Milano ha ospitato un momento di profonda riflessione e confronto. L'Interclub, magistralmente organizzato dal Rotary Club Milano Aquilea con la partecipazione del Rotary Club Milano Sud Ovest, ha visto come graditissima ospite e relatrice della serata la Dottoressa Gatto. Al centro dell'incontro, tematiche di stringente e drammatica attualità: la violenza giovanile, il bullismo, l'impatto dell'Intelligenza Artificiale sulle nuove generazioni e l'emergenza legata ai minori non accompagnati.
L'intervento della Dott.ssa Gatto si è aperto con un'analisi lucida sul fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, definiti non come semplici "ragazzate", ma come vere e proprie azioni deliberate volte a prevaricare e fare del male. I dati condivisi sono allarmanti: il fenomeno interessa circa il 15% dei ragazzi nelle scuole di ogni ordine e grado. Con l'avvento delle nuove tecnologie, il cyberbullismo ha amplificato a dismisura il problema, rendendo le persecuzioni virali e costanti. Le conseguenze psicologiche sulle vittime sono devastanti e spaziano dal crollo dell'autostima all'isolamento sociale, fino ad arrivare a pensieri suicidari. Sebbene la Legge 172 del 2017 abbia cercato di tutelare i minori, la relatrice ha ribadito che la vera barriera contro "la cultura del disprezzo" deve essere eretta dagli adulti – famiglie, educatori e istituzioni – attraverso l'educazione al digitale e un dialogo aperto.
Il dibattito si è poi spostato su un terreno tanto affascinante quanto insidioso: l'Intelligenza Artificiale. Sollecitata dagli interventi dei soci, la Dott.ssa Gatto ha citato dati sconcertanti emersi da recenti studi (come quelli dell'associazione Seven Sisters): oggi il 41,8% dei giovani si rivolge a un'IA come ChatGPT quando si sente triste o in ansia, e oltre il 63% trova più facile confidarsi con un algoritmo piuttosto che con un essere umano, semplicemente perché "la macchina non giudica". Si registrano persino casi di relazioni sentimentali virtuali fin dagli 11 anni di età. Di fronte a questa fuga dalla realtà, il ruolo degli adulti diventa cruciale per aiutare i giovani a recuperare la dimensione umana, l'empatia e la socializzazione autentica. L'IA, ha sottolineato la relatrice (attualmente impegnata in una commissione europea sull'etica dell'IA), è uno strumento neutro: se regolamentata e guidata può prevenire comportamenti devianti, se lasciata a sé stessa può diventare un'arma pericolosa per la privacy e la manipolazione sociale.
Un altro tema caldo della serata, sollevato dalle domande della platea, ha riguardato la giustizia minorile e l'immigrazione. La relatrice si è detta fermamente contraria all'abbassamento dell'età imputabile (attualmente fissata a 14 anni in Italia), sottolineando piuttosto le gravi carenze del nostro sistema di accoglienza, specialmente per i minori stranieri non accompagnati. Molti di questi ragazzi, spesso analfabeti e privi di reti familiari, finiscono per essere fagocitati dalla criminalità organizzata.
La discussione ha toccato anche i mutamenti culturali della criminalità, come la diffusione dell'uso delle armi da taglio, evidenziando come la mancanza di modelli positivi e la disgregazione del nucleo familiare rendano i giovani prede facili della devianza.
Come arginare tutto questo? La Dott.ssa Gatto ha offerto una prospettiva chiara: non bastano le politiche di sicurezza o la sorveglianza tecnologica. Per combattere la radicalizzazione e l'isolamento servono educazione civica, mediazione culturale e la creazione di opportunità reali. È fondamentale investire in comunità di accoglienza, reti di volontariato e nell'alfabetizzazione dei giovani più fragili, italiani o stranieri che siano, per inserirli nel mondo del lavoro.
La serata si è conclusa con un corale ringraziamento alla Dott.ssa Gatto per aver guidato i presenti in un'analisi complessa ma necessaria. Il messaggio che i soci dei due Club portano a casa è un forte richiamo alla responsabilità collettiva: per costruire una società più sicura e solidale, non possiamo delegare l'educazione dei nostri ragazzi agli algoritmi, ma dobbiamo tornare a essere "comunità", offrendo tempo, ascolto e modelli positivi reali.
Marinella Carletti
Un grazie particolare ad Anna che ci ha proposto ed organizzato una interessante visita a Palazzo Citterio, museo di arte moderna, elegante dimora settecentesca acquisita dallo Stato nel 1972 abbinandola alla contigua “Grande Brera” per poter risolvere i problemi di spazio espositivo della Pinacoteca.
La guida e prossima mamma Chiara ci illustra i numerosi progetti sempre ostacolati da formalità burocratiche ed ecologiche fino al dicembre 2024 quando ha visto la luce il nuovo progetto di stabilizzazione ed allestimento. L’intervento ha valorizzato la storicità del palazzo, trasformandolo in uno spazio espositivo per mostre temporanee ed inglobando la splendida collezione di Emilio Jesi, appassionato cultore d’arte e collezionista che nella sua residenza aveva raccolto un’infinità di quadri di pittori italiani e non solo della fine dell’ottocento fino ai giorni nostri.
Ecco così esposti oltre settanta capolavori che ci permettono poter conoscere lo sviluppo dell’arte in un viaggio unico tra Divisionismo, Futurismo, Metafisica e Scuola Romana consentendo alla nostra guida di illustrarci dettagliatamente l’evolversi di stili e tecniche pittoriche.
Partendo dalla sala 40 in un logico proseguimento temporale (la Pinacoteca comprende 39 sale); iniziamo dalla “Fiumana” di Pelizza da Volpedo, ulteriore rielaborazione del “Terzo stato”, per proseguire con quadri di De Pisis, Boccioni, Modigliani, Morandi, Picasso, Carrà, Sironi e De Chirico.
Il tempo scorre veloce permettendoci pure una rapida visita alla collezione Vitali prima della chiusura. Un ultimo sguardo al cortile interno del palazzo che ospita il “Tempietto”, una struttura lignea ispirata al quadro dello Sposalizio della Vergine, capolavoro di Raffaello, allestita per un fuori salone del mobile ma mai rimossa, funge da punto di raccordo tra la “Grande Brera”, la città di Milano e l’adiacente Orto.
Nani Chevallard
La presidente Alessandra esordisce confermando che anche il fisco fa parte del bene comune, poiché il versamento delle imposte progressivo secondo i redditi è parte della nostra Costituzione, e le entrate servono per migliorare sanità, scuola, strade e welfare sociale.
Tre oratori di eccezione, Ferdinando, Pietro E. e Tommaso, nostri soci Dottori Commercialisti, ci raccontano delle rispettive esperienze professionali, riassumendo l'evoluzione del rapporto fisco/contribuente affrontando in modo colloquiale argomenti specifici, ma soprattutto presentandosi e facendosi conoscere specialmente dai soci di più recente entrata nel club.
Inizia Ferdinando parlandoci dei principi di legalità del nostro ordinamento tributario e della legge di stabilità che fissa le regole fiscali e finanziarie per garantire il raggiungimento degli obiettivi economici, come la riduzione del debito pubblico che ha raggiunto livelli astronomici. Sottolinea come sia mutato anche il rapporto con l'Agenzia delle Entrate vissuta in 40 anni di esperienza professionale nel suo studio assieme alla moglie Grazia, anche lei Dottore Commercialista. Con riferimento ai trasferimenti di sedi e residenze all'estero in Paesi con fiscalità minore ricorda che gli accordi attuali prevedono che si paghino le imposte nel Paese dove si crea il reddito. Alla domanda di Renato su overpricing o underpricing precisa che deve essere praticato il prezzo di mercato. Un'attenzione particolare viene comunque riservata alle fatturazioni per immobilizzi immateriali (know-how e marchi commerciali).
Continua Tommaso, giovane commercialista nello Studio Tremonti, ci ragguaglia sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel rapporto fisco/contribuente. La possibilità di avere libero accesso a conti bancari, carte di credito, a spese non congrue con i ricavi, a conoscerci praticamente in ogni nostra operatività permette tramite l'intelligenza artificiale di evidenziare possibili evasioni in modo molto più rapido e mirato rispetto al passato. Importante inoltre la acquisita rapidità di risposta dell'cosiddetto" Interpello" (quesiti posti all'Agenzia su particolari interpretazioni fiscali). Ricorda infine il vantaggio per l'Italia della flat-tax per gli stranieri che trasferiscono la residenza nel nostro Paese. L'importo è ora elevato a 300.000 euro forfettari, ma l'indotto migliora le entrate fiscali.
Conclude la fantastica trimurti il nostro Pietro E. che affronta problemi di attualità, in particolare relativi ai passaggi generazionali con un'ampia spiegazione del funzionamento di un trust consentendo una gestione ordinata del patrimonio e della successione specificandone vantaggi e svantaggi anche se non di particolare interesse nel nostro Paese dove il regime fiscale successorio è particolarmente vantaggioso specialmente per gli eredi in linea retta (1.000.000 di euro di franchigia per ogni erede oltre ad una tassazione molto più bassa degli altri Paesi). Speriamo che duri perché la Comunità Europea vorrebbe che adeguassimo i valori alla media europea abbassando la franchigia a 300.000 euro ed aumentando considerevolmente le aliquote.
In avvio di serata tutti gli amici hanno festeggiato con un lungo applauso e una splendida torta Giancarlo per i suoi 90 anni.
Nani Chevallard
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