
Bravissima la nostra Alessandra a concretizzare la gita annuale del Club con la meta che già un anno fa ci aveva promesso, il museo Guggenheim a Bilbao e come contorno la visita a questa regione autonoma spagnola che spagnola non è, ma Euskal Herria come ci precisava l'ottima guida Gaetano, basco orgoglioso e autentico che si proclamava cittadino europeo e non spagnolo.
Ottimo l'albergo Carlton (5*****) con l'abituale ritardo nell'assegnare le camere (come segnalato dal programma) perché non tutti forse sanno che gli orari in Spagna sono sfasati di un'ora: il generalissimo Franco non voleva utilizzare il logico e geografico meridiano di Greenwich della perfida Albione ma voleva sincronizzare gli orologi con i suoi compari Mussolini (Italia) e Hitler (Germania). Ecco così le giornate più lunghe di luce di cui abbiamo subito approfittato per un giro nella parte nuova di Bilbao, l'"Ensanche"(Ampliamento), autentica meraviglia architettonica per l'incredibile cambiamento, voluto dal lungimirante sindaco Azkuna, che ha riqualificato una città industriale (sporca e nera per la fuliggine del carbone utilizzato sia nei cantieri navali che nelle acciaierie) a città giustamente conosciuta per l'architettura e il design dove a palazzi ottocenteschi si alternano avveniristiche costruzioni contemporanee create dai più famosi architetti, tra gli altri O.Gehry, Aladrén, Coll-Barreu, Soriano e Palacios senza dimenticare Foster con i suoi ingressi alla metropolitana e Calatrava con i suoi ponti sull'estuario del fiume Nervion. Incredibile la quantità di spazi aperti, grandi piazze, giardini per passeggiare e rilassarsi, parchi giochi per bambini, zone dedicate ad attività di ginnastica. Qualcuno commentava che forse ci vorrebbe un sindaco così anche a Milano.
Tutti poi a cena al ristorante "Bocadero" con la lunga tavolata per i ventisei viaggiatori, cosa non facile da trovare in una città di alta gastronomia ma abituata a locali con tanti tavolini. È stato il primo abbondante assaggio della famosa cucina basca, ricca di verdure, pesce e carne, anche se tradizionalmente si cena con "pintxos", ricche tartine che sono la specialità dei vari locali che si accompagnano con una "copa de vino" o una "caňa" (boccale) di birra.
Ma la terra basca non è soltanto Bilbao: eccoci tutti in pullman per raggiungere Vitoria-Gasteiz, capoluogo della provincia di Alava dove è famosa la Cattedrale di Santa Maria, i cui lavori di restauro aperti al pubblico costituiscono un'esperienza unica e imperdibile ed il cui centro storico situato sulla sommità di una collinetta, è soprannominato l'"Almendra medieval" (la mandorla) per la sua forma ellittica con al centro la piazza della "Virgen Blanca", antica piazza del mercato.
Una veloce corsa nel bel panorama vitivinicolo della Rioja Alavesa ci porta in una delle zone più famose per gli ottimi vini: la visita delle cantine nella Città del Vino creata dal Marques de Riscal ci fa conoscere l'accurato sistema di cura delle vigne, della vendemmia e della elaborazione del vino; la successiva degustazione di tre tipi di vinificazione, accompagnata da appetitosi insaccati, ci conferma la validità della nomina a miglior cantina al mondo ottenuta nel 2024 nel "World's best vineyards". La vista dell'albergo progettato da Frank O.Gehry, architetto del Guggenheim ci fa pregustare la visita al museo programmata per l'indomani.
L'inaugurazione nel 1997 del Museo Guggenheim ha fatto di Bilbao una delle mete più importanti d'Europa per gli amanti dell'arte e dell'architettura contemporanea. 25.000 mq di superficie, realizzato in titanio, pietre e cristallo, si affaccia sul fiume come una enorme nave in stile futurista. Si può affermare che il contenitore delle opere d'arte è un'opera d'arte essa stessa. È difficile segnalare le opere presenti perché vengono costantemente rinnovate per dare spazio ad artisti contemporanei. Da notare però il capolavoro di Richard Serra che si trova in un ambiente lungo addirittura 170 m e che lascia sbigottiti per l'effetto di movimento e percezione sensoriali che si prova percorrendo otto ellissi e spirali monumentali realizzate in acciaio. Un labirinto esistenziale che si può osservare interamente solo da uno dei balconi che si aprono ai piani superiori. Nell'area esterna attirano l'attenzione due grandi sculture: Mamà, un enorme ragno in acciaio e Puppy, un cane alto 12 metri realizzato con 70.000 fiori che vengono sostituiti più volte all'anno seguendo il mutare delle stagioni.
Nel pomeriggio riprendiamo il nostro pullman per continuare l'esplorazione della città e per seguire per 15 km l'estuario del fiume ed osservare i numerosi ponti che attraversano la ria, In particolare il ponte Zubizuri di Calatrava per arrivare fino al mare e vedere da lontano i nuovi arsenali: la città non ha più industrie localizzate al suo interno ma tutte sono state spostate lontane.
Bella l'idea di lasciare tutti liberi per pranzi e cene: a piccoli gruppi si poteva scegliere il locale ed il cibo che ognuno preferiva, dagli ottimi ristoranti di pesce alle taverne con la cucina tipica basca e per i meno affamati le scorribande nei locali per pintxos o gustosi piatti di Jamon de Bellota "Patra Negra".
Dopo la parte moderna eccoci il mattino seguente nel "Casco Viejo", parte antica della città, con le caratteristiche sette vie, il tipico mercato della Ribera ma soprattutto la bella cattedrale di San Giacomo, posta lungo il cammino nord di Santiago che seguiva la costa per i pellegrini che venivano dal nord Europa. Le insegne per terra ne indicano la via.
Un ulteriore dimostrazione come questi giorni trascorsi insieme rafforzino l'affiatamento e l'amicizia tra i soci. Se aggiungiamo la bellezza delle destinazioni non possiamo che rimpiangere gli amici che non hanno potuto stare con noi.
Poi tutti all'aeroporto (anche questa opera di Calatrava raffigurante un uccello che prende il volo) per il ritorno a casa e per l'ormai tradizionale torneo di bocce.
Nani Chevallard

Come è ormai tradizione quando il relatore è un socio del Club ci ritroviamo al Circolo Volta, questa volta per ascoltare l'interessante relazione di Claudio Vanzan già Private Banker di Finecobank , che ci aggiorna sulla geopolitica ed i mercati finanziari in questo tribolato momento storico con un confronto con le situazioni del recente passato. Ospite della serata il figlio Tommaso.
In apertura di serata Alessandra ci ragguaglia sui programmi (intensi) delle prossime settimane: oltre al viaggio a Bilbao ricorda l'Assemblea Distrettuale del 9/5 e la gita a Moncalieri del 10/5, si sta anche programmando la ormai tradizionale gara di bocce per il 4/5 presso il Volta (ore 19).
Dopo il ricco buffet la presidente passa la parola a Claudio che inizia la sua relazione specificando i vari mercati finanziari, (Valutario, Titoli di debito, Titoli azionari, Commodities) e confrontando i differenti approcci geopolitici (unipolari (USA) e multipolari (Cina , Russia, Brics...) ) per l'esercizio del potere che si basa principalmente sul controllo delle fonti energetiche (petrolio e gas), sul controllo delle vie di comunicazione ( canale di Panama in primis) e sull'accesso alle materie prime strategiche, (terre rare e metalli industriali) in una aperta competizione tra Stati Uniti e Cina.
Con numerosi diagrammi ricorda lo sviluppo della convertibilità in oro del dollaro quale valuta di riserva internazionale nata dagli accordi di Bretton Woods (1944) fino alla fine di questa convertibilità nel 1971, con la nascita poi dei petrodollari nel 1974 con l'accordo USA-Arabia Saudita in una economia circolare dove gli elevati incassi sauditi in dollari venivano reinvestiti nei titoli di debito americani che garantivano una solidità ed un rendimento che attiravano anche le altre banche centrali. Dopo la crisi finanziaria del 2008 con l'aumento quasi insostenibile del debito pubblico americano (aumentato molto di più del debito pubblico cinese ed europeo) la situazione si è capovolta e le banche centrali hanno ridotto notevolmente le loro riserve in dollari ed in titoli del debito americano facendo aumentare il valore del mercato azionario e generando una forte inflazione non più controllabile con i tassi di interesse, anche se l'ingresso nel W.T.O. della Cina ne ha ridotto l'influenza con un offerta di prodotti a costi molto più bassi.
Cosa ci si può aspettare allora in un prossimo futuro, continua Claudio, l'ottimismo degli investitori sui livelli di crescita è diminuito, gli enormi investimenti nell'I.A. richiederanno maggiori disponibilità di energia attualmente non disponibile (a meno di non ripensare al nucleare), è ormai finito l'effetto deflattivo benefico dei prodotti cinesi a basso costo perciò avremo un aumento dell'inflazione e maggiori tassi di interesse.
Un discorso complementare meritano le materie prime: per quanto riguarda i metalli industriali i cicli estrattivi non riescono a stare dietro ai maggiori consumi, (la necessità di rame e piombo crescerà notevolmente, produrremo più energia ma non sapremo come distribuirla) e per quanto riguarda le terre rare e l'Oil & Gas sono fonti di avventurose iniziative (Venezuela, Iran, Groenlandia, Africa). Restano come beni rifugio l'oro e l'argento: abbiamo già un deficit di argento perché usato anche nei sistemi industriali, l'oro diventa così il bene rifugio tradizionale di ogni fase di incertezza politica, soprattutto legato anche al blocco delle riserve valutarie della Russia. Tutte le banche hanno avviato programmi di acquisto di oro riducendo la detenzione di USD.
La dettagliata relazione di Claudio consente di rispondere solo alle domande di Lamberto, Francis e Anna Maria O. L'ora tarda ed il tocco di campana concludono una interessantissima serata che permette a soci giovani e meno giovani di conoscersi di più.
Nani Chevallard
Al terzo comma dell'articolo 27, la nostra forse troppo bistrattata Carta Costituzionale afferma che le pene "devono tendere alla rieducazione del condannato": un principio elevatissimo di civiltà che peraltro troppi, specie di questi tempi, tendono a ignorare.
Nello stesso spirito che guidò all'epoca i Padri Fondatori della Repubblica, sabato 28 scorso ci siamo ritrovati in un gruppo ristretto - "we few, we happy few, we band of Rotarians" - alle porte del carcere di Bollate per un'esperienza molto particolare: pranzare al ristorante "In Galera" che si trova all'interno della struttura carceraria ed è totalmente, sia la cucina, sia la sala, gestito dai detenuti ivi alloggiati, fatto salvo il maitre e responsabile del servizio, di provenienza "civile".
Tralasciando di tediare il lettore in ordine all'elevata qualità delle portate dei due menu (di carne e di pesce) messi a nostra disposizione, preferisco rilevare come un'esperienza così significativa mi abbia riportato alla memoria - nonostante le notevoli e innegabili differenze - quelle che i nostri Soci hanno vissuto nelle visite con cena all'Istituto Professionale Carlo Porta di via Uruguay: là un manipolo di giovani, ansiosi di intraprendere una professione che possa aprire loro la strada del successo professionale, qui persone di tutte le età unite nella volontà di non farsi sopraffare dalla condizione, ancorché precaria, di perdita della libertà personale e quindi disposte a scommettere sul proprio riscatto sociale.
Grazie all'iniziativa di Alessandra nel proporci un'uscita tanto speciale e alle delucidazioni fornite da Maria Luisa Mandelli circa la nascita e l'evoluzione di un'idea che risale ad oltre dieci anni fa abbiamo simpaticamente trascorso un paio d'ore "diverse" che difficilmente dimenticheremo; anche perché, contro ogni aspettativa, la Direzione del carcere ha consentito pure al nostro Prefetto di uscire dai cancelli fischiettando "I shall be released" ...
In apertura di serata Alessandra ha spillettato il nuovo socio Livio ACCARDO, giovane professionista nel settore della comunicazione e della consulenza "healtcare" occupandosi di sviluppo prodotti e marketing nell'industria farmaceutica. Siciliano, laureato in Scienza della Politica, è presentato dal nostro Filippo investito nell'incarico dal nostro infaticabile Francesco Caruso: Livio, parente di rotariani siciliani, desiderava condividere l'esperienza rotariana a Milano dove lavora. Brava Elise che hai cooptato un altro giovane entusiasta che già conosce le finalità delle associazioni di Service.
Dopo la cena, sempre curata perfettamente da Pietro con il supporto tecnico di Maria Luisa, la presidente passa la parola ai relatori dell'associazione ManagerItalia che operano nel gruppo "Manager per il Sociale" il dott. Mafodda e la dott.ssa Lovesio che ringrazio particolarmente per aver preparato la relazione dell'intervento:
"La Federazione Manageritalia ha 47.224 iscritti di cui 25.940 in Lombardia.
Il gruppo Manager per il Sociale nasce nel 1999 per mettere a disposizione competenze manageriali gratuite alle realtà del Non Profit e consta di 342 volontari.
1. L'obiettivo era rafforzare missioni sociali supportando governance, organizzazionee progettualità da parte di una comunità di manager volontari del terziario avanzato al servizio del bene comune.
2. L'organizzazione in team mette a disposizione un bagaglio multidisciplinare di competenze che spazia tra i settori:
· Amministrazione e Organizzazione
· Comunicazione e Marketing
· Risorse Umane e Formazione
· Innovazione e Tecnologie
In 26 anni di attività questi quattro team hanno aiutato 334 ETS supportando circa 400 progetti.
1. Negli ultimi anni il contesto è cambiato essendo cresciuta l'attenzione da parte delle aziende su sostenibilità e impatto sociale.Per le aziende profit i requisiti ESG sono sempre più una leva strategica di posizionamento: il bilancio descrive la performance finanziaria e operativa ma il punteggio ESG dice «come lo fanno».
Gli ETS dal canto loro cercano sempre più competenze e partnership e non solo donazioni.
Il gruppo Manager per il Sociale, attraverso l'iniziativa Profit4NoProfit favorisce l'incontro tra aziende ed ETS per co-progettazioni a impatto sociale e ambientale con coinvolgimento sempre maggiore degli stakeholder territoriali (PA, Scuole, Università, Finanza).
Manager per il Sociale, quindi, diventa ponte tra imprese, enti e territorio, abilitando partnership e generando valore:
Per le Aziende —progetti ESG credibili, coinvolgimento delle persone, impatto misurabile;
Per gli ETS —competenze, governance, networking e continuità;
Per il Territorio —collaborazione tra stakeholder e impatto sociale condiviso;
Un esempio nell'ambito Profit4NonProfit è il progetto di Job Placement Network Manager per il Sociale: ha contribuito alla creazione di un network di 12 cooperative selezionate e affidabili a disposizione delle aziende che in ottemperanza all'art. 14 della legge Biagi, possono affidare commesse a cooperative sociali e conteggiare i lavoratori come dipendenti aziendali
Il team Technology e Innovation si occupa di supportare gli ETS nell'uso della tecnologia.
Gli interventi negli anni passati si sono concentrati, soprattutto per ETS molto piccoli, nella messa a punto dell'ambiente di collaborazione (set up PC, creazione mail, spazio documenti condiviso), creazione database contatti e CRM e sulla consulenza in ambito privacy.
A partire dall'anno scorso, dopo l'intervento all'interno della Civil Week a Milano sul tema "AI4ETS", abbiamo esteso l'offerta all'ambito dell'utilizzo dell'AI.
A questo proposito è stato illustrato il progetto Itaca Questionari, sviluppato per l'ETS Itaca. Si tratta di una soluzione che utilizza AI generativa per la lettura e classificazione in 15 categorie di migliaia di questionari con risposte in linguaggio naturale, all'interno di un progetto di studio sui fattori influenzanti la salute mentale nelle scuole."
Alessandra ha ringraziato i relatori ed ha sottolineato le sinergie esistenti tra il Rotary ed i Manager per il Sociale, segnalando le attività già in essere con Alessandra C. (ALI per le donne vittime di violenza) e Natale M. con la collaborazione con l'Unione artigiani per l'importante progetto per i NEET. Peccato che l'associazione si occupi solo di società NO PROFIT escludendo perciò il pluriennale impegno del Progetto Virgilio per il supporto a nuove Start-Up che per antonomasia devono essere PROFIT.
Prima del tocco di campana Alessandra ricorda i prossimi impegni rotariani (Assemblea Distrettuale del 9 maggio) e propone una visita al Castello Reale di Moncalieri (10 maggio) invitando tutti a manifestare l'interesse per poter organizzare la gita. Riccardo si occupa di raccogliere le prime adesioni.
La serata conviviale del 23 marzo corrente ha avuto il contributo dell' Avvocato Distrettuale dello Stato Dario Bellisario, coniuge della nostra socia Roberta Florio che ci ha intrattenuto sulla tematica del bene comune .
L'argomento è stato trattato partendo dal dato storico/etimologico evocando in primis la filosofia greca Aristotele – che ha individuato il bene comune nella cosiddetta "eudaimonia" traducibile dal greco come stato di benessere individuale e collettivo e poi facendo riferimento al termine latino "communis" derivante dall'espressione cum munus -il termine munus indica il dovere ma anche il dono, il regalo e individuando dunque il munus publicum quale "attività volta al conseguimento o alla gestione di quei beni, ovvero entità materiali o immateriali che soddisfano diritti fondamentali e bisogni socialmente rilevanti per le presenti e future generazioni "-.
Il Relatore ha poi valorizzato l' autonomia come fattore per il perseguimento del bene comune portando l'esempio della Regione a Statuto Speciale Trentino Alto Adige Sud Tirol ove l'autonomia ha giocato un ruolo fondamentale come elemento che facilita il perseguimento del bene comune: autonomia da intendersi quale capacità di autodeterminazione, declinata in ambiti politici, giuridici ed amministrativi e potere di autogoverno di una comunità ritenendo che l'esperienza trentina e sudtirolese possa costituire un modello organizzativo utile anche per altre comunità anche in senso più ampio.
Il Relatore ha fatto un excursus storico sulle origini dell'autonomia in Trentino e Sud Tirolo richiamando l'atto fondativo della tradizione autonomistica che risale al 1027 d. C - pergamena contenente il diploma con cui l'Imperatore del sacro Romano Impero Corrado II il Salico concesse speciali poteri di autogoverno ai principi vescovi di Trento e di Bressanone, autorità che riunivano in una sola figura il potere religiosoe quello temporale; a loro volta i principati vescovili delegarono la gestione di tali risorse alle comunità delle valli. Le comunità di valle ancora oggi conservano taluni compiti e poteri di governo dei beni di interesse comune delle popolazioni di quelle valli anche attraverso i cosiddetti usi civici; oggi esistono le ASUC, ossia le Amministrazioni Separate di Uso Civico Trentine, che hanno assunto funzioni di salvaguardia, tutela della montagna, cura del patrimonio collettivo anche al fine di preservare l'equilibrio idrogeologico delle zone montane nell'interesse comune. Oggi i beni soggetti ad uso civico godono dello stesso regime giuridico dei beni demaniali, non sono usucapibili e sono tutelabili dall'amministrazione in regime di autotutela. L'autonomia trentino tirolese si è rinnovata nel 1946 grazie ad Alcide De Gasperi che il 5 settembre del 1946, nell'ambito dei Trattati che stabilirono l'assetto dell'Europa al termine della Seconda guerra mondiale, stipulò un accordo con il ministro degli esteri austriaco Karl Gruber che precede l'approvazione della Carta costituzionale italiana e che sta alla base dell'attuale statuto di autonomia speciale delle province di Trento e di Bolzano.
Nella Costituzione e nelle successive Leggi Costituzionali si è data poi attuazione a quel Trattato e si è progressivamente realizzato un regime di forte autonomia a carattere dinamico, in continua evoluzione. Il modello autonomistico del Trentino Alto Adige Sud Tirol ha portato successo e benessere: oggi Trento e Bolzano si dividono stabilmente i primi due posti nelle classifiche per la migliore qualità della vita.
Il Relatore è passato poi ad esaminare la tematica del bilanciamento dei diversi interessi nel perseguire il bene comune che spesso viene risolto in sede giudiziaria alla luce delle norme costituzionali richiamando esempi della pratica giudiziaria che hanno affrontato il tema della tutela dell'ambiente, inserita di recente tra i beni di rilevanza costituzionale, con la modifica degli articoli 9 e 41 della Carta costituzionale; il Relatore ha richiamato: - il caso dell'Ente Parco Adamello Brenta ove si prospettava un conflitto tra la tutela dell'iniziativa economica da un lato e quella dell'ambiente naturale dall'altro, entrambi beni tutelati dall'art.41 Cost:
- il caso che ha coinvolto il Comune di Tires e la Provincia autonoma di Bolzano relativamente alla costruzione di una nuova ed avveniristica cabinovia volta a consentire l'accesso al massiccio del Catinaccio/Rosengarten; in gioco vi erano i contrapposti interessi di benessere/posti di lavoro e l'interesse al mantenimento della integrità;
- il caso della gestione dei grandi carnivori in relazione ai quali si sono posti problemi di bilanciamento tra la tutela della fauna selvatica da un lato e l'attenzione per le attività umane e la tutela della incolumità delle persone; - il caso del Comune di Lavarone, in relazione alla tematica degli usi civici dei terreni contrapposta all' interesse alla realizzazione di una attività turistica consistente in un villaggio con annesso un campeggio che avrebbe portato benessere economico; - il caso relativo alle recenti Olimpiadi invernali ha dato luogo ad una controversia tra la federazione degli ambientalisti sudtirolesi e il Comune di Anterselva, dove è stato realizzato lo stadio per il biathlon. L'associazione ambientalista contestava la creazione di un laghetto artificiale per costituire la riserva di acqua necessaria a garantire l'eventuale innevamento artificiale delle piste di fondo necessarie per le competizioni di biathlon, ritenendo che tale realizzazione alterasse l'ambiente naturale della valle.
Il Relatore ha infine richiamato le giurisdizioni superiori e internazionali richiamando la pronuncia della Corte europea dei Diritti dell'Uomo con sede a Strasburgo (CEDU) che ha emesso il 9 aprile 2024 in relazione all'adozione di provvedimenti idonei al contrasto del cambiamento climatico tra cui:
-Il caso l'associazione Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera e riguardava una denuncia di quattro donne e dell'associazione svizzera "Anziane per il clima", relativo alle conseguenze del riscaldamento globale sulle loro condizioni di vita e di salute.
Il Relatore ha anche richiamato la pronuncia della Corte di Cassazione italiana a sezioni unite che si è pronunciata, riformando una sentenza del Tribunale di Roma, a favore della legittimazione di associazioni per la tutela dell'ambiente ad agire per ottenere una condanna nei confronti dell'ENI spa di CDP e del Ministero delle Finanze quale azionista di ENI a adottare misure di politica energetica più efficaci per tutela ambientale climatica.
Il Relatore ha poi richiamato il Bilancio dello Stato quale bene comune evocando la modifica dell'art.81 della Carta costituzionale nel 2012 che ha introdotto il principio dell'equilibrio di bilancio tra quelli di rilevanza costituzionale nonchè richiamando la giurisprudenza sia contabile che costituzionale che ha definito espressamente il bilancio pubblico quale bene comune.
Da ultimo il Relatore ha menzionato l'uso dell'intelligenza artificiale - che può essere considerata quale nuovo strumento utile per il perseguimento del bene comune da parte della Pubblica Amministrazione - in relazione ad un caso giudiziario in cui per rendere è più efficiente l'espletamento di un concorso pubblico era stata adottata una procedura completamente automatizzata on line per l'esame delle domande di partecipazione attraverso un sistema computerizzato gestito da un algoritmo. Il Tribunale amministrativo, pur dando atto che l'uso di strumenti informatici e di intelligenza artificiale ha una indubbia utilità al fine di rendere più efficiente ed efficace l'azione della pubblica amministrazione, concludeva che occorre sempre, in ultima analisi, fare ricorso a quella che il Tribunale (e in altri casi anche il Consiglio di Stato, supremo organo della giustizia amministrativa) hanno definito come "riserva di umanità" necessaria a garantire che gli strumenti informatici e di intelligenza artificiale siano effettivamente utilizzati per il bene comune e non diano luogo a risultati che nella sostanza finiscano poi per penalizzare ingiustificatamente i cittadini.
Roberta Florio
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