
Grande affluenza di Soci e consorti alla conviviale per ascoltare la professoressa Anna Tagliabue, non solo per la approfondita conoscenza professionale della materia ( professore ordinario all'Università di Pavia) ma anche perché moglie del nostro "past president" Luigi Manfredi.
Anna divide la sua relazione in due parti: le verità confermate dalle principali associazioni di nutrizionisti e le fake news pubblicate soprattutto a scopo di marketing di prodotto, sottolineando che le diete salutari dovrebbero supportare i più elevati livelli di salute. In particolare, favorire una crescita e uno sviluppo sano, permettere adeguati livelli di attività, prevenendo disagi dovuti all'alimentazione e promuovendo il benessere durante tutto il corso della vita.
Elenca quindi i prodotti che sono le principali cause di morte o invalidità precoce. Raccomanda quindi di limitare il sale e gli zuccheri, soprattutto nell'infanzia, per ridurre la pressione sanguigna ed il rischio di problemi cardiovascolari, ictus ed infarti. Una dieta sana deve prevedere inoltre una quantità adeguata di carboidrati, sia di cereali integrali che di frutta e verdura eliminando o almeno limitando al 20% del fabbisogno calorico quotidiano l'uso di acidi grassi insaturi ed all'1% il consumo di acidi grassi trans derivanti da processi industriali (idrogenazione degli oli per renderli più solidi e durevoli). Naturalmente queste raccomandazioni si completano con una vita attiva, il mantenimento di un peso forma, la limitazione di bevande alcoliche, il non utilizzo di integratori non necessari e sottolinea l'importanza per le madri dell'allattamento al seno.
Ci mostra poi delle interessanti diapositive raffiguranti graficamente i settori di un piatto raccomandato dalla Società italiana di Nutrizione Umana e qui va un plauso alla nostra dieta mediterranea, da 15 anni patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Ed eccoci alle fake news, male del nostro tempo, grazie alla rapida diffusione sui social network. Una fake viene costruita per attrarre, stupire, interessare e risultare credibile e favorire l'acquisto ed il consumo di prodotti non convenienti: ne fa alcuni esempi relativi a glutine, latte e latticini, ananas, zucchero di canna e diete alcaline. Queste contraddizioni rischiano di mettere in secondo piano alcuni messaggi positivi presentati.
Le domande di Alessandra I., Pasquale, Claudio V., Stefano e Francis permettono alla nostra Anna di completare l'interessante serata. Un lungo applauso e le foto di rito anticipano il tocco di campana: arrivederci alle numerose iniziative rotariane della settimana che riassumeremo nel prossimo bollettino.
Nani Chevallard
La prima serata del nuovo anno e' dedicata al service CAM .
Il primo intervento è di Mario Zevola, presidente del CAM (Centro Ausiliario per i Minori), che ripercorre la nascita, l'evoluzione e le principali attività dell'associazione.
Il CAM nasce nel 1969 a Milano come supporto al Tribunale per i Minorenni, inizialmente per affrontare il problema dei minori abbandonati e favorire l'applicazione della nuova legge sulle adozioni, superando l'idea dei figli come "proprietà" dei genitori. All'epoca circa 20.000 bambini vivevano negli istituti e fu necessario censirli e valutare la possibilità di inserirli in famiglie idonee. Fondamentale fu l'impegno di un gruppo di volontarie che collaborarono direttamente con i giudici, creando una sinergia tra pubblico e privato a favore dei minori.
Nel tempo l'attività del CAM si è ampliata: oltre all'adozione, si occupa di ricerca, affido familiare e analisi dei bisogni dei minori, contribuendo anche a importanti cambiamenti legislativi, come la riforma del 1983 che abolì l'istituto dell'affiliazione e riconobbe il diritto di tutti i minori (fino ai 18 anni) ad avere una famiglia.
Il CAM ha poi sviluppato interventi specifici per i giovani prossimi alla maggiore età, spesso senza famiglia, attraverso progetti di accoglienza familiare flessibile e soprattutto tramite borse lavoro e borse studio. Queste iniziative permettono ai giovani di entrare gradualmente nel mondo del lavoro con un periodo di sei mesi finanziato dal CAM, senza costi per il datore di lavoro, che si impegna poi ad assumere il ragazzo se l'esperienza è positiva.
Negli anni, 700–800 giovani hanno partecipato al programma con un tasso di successo del 90%. Il CAM accompagna i ragazzi anche sul piano educativo, aiutandoli a gestire il denaro e a costruire autonomia. Mantiene inoltre un legame nel tempo, offrendo piccoli aiuti successivi per progetti concreti (patente, computer, affitto), verificando così l'efficacia duratura degli interventi
La serata prosegue con l'intervento della dottoressa Cristina Marchini, che ringrazia i presenti per l'invito e per il finanziamento di due borse lavoro destinate a giovani seguiti dal CAM. Le borse sono state assegnate a A. e M., due ragazzi di origine egiziana.
A., arrivato in Italia da minorenne, è stato accolto in una comunità milanese dove ha imparato l'italiano e conseguito il diploma di scuola media. Il suo sogno è diventare tappezziere, mestiere della sua famiglia in Egitto. Grazie alla borsa lavoro, oggi lavora come apprendista presso un tappezziere; è molto motivato e il datore di lavoro è soddisfatto del suo impegno.
M., arrivato in Italia dopo un viaggio molto difficile segnato da violenze e detenzione in Libia, è stato ospitato da un'altra comunità milanese. Anche lui ha imparato l'italiano, si è diplomato e, grazie alla borsa lavoro, ha iniziato un'esperienza in una ditta di pulizie, utile anche per sviluppare competenze in ambito di manutenzione. I riscontri sul suo percorso sono positivi e si auspica una futura assunzione.
L'intervento sottolinea come l'inserimento lavorativo di questi giovani contribuisca al bene comune: offrire opportunità di lavoro favorisce l'integrazione, riduce il rischio di emarginazione e di coinvolgimento in circuiti criminali e produce benefici per l'intera comunità. Il ringraziamento finale evidenzia che il sostegno dato ai ragazzi non è solo un aiuto individuale, ma un investimento sociale condiviso
Stefano Bonatti

Il 1 dicembre è stato presentato il progetto "A journey to Give Back - Road Tour per il riciclo protesico" con Viviana Lucarini. Gli argomenti del progetto carichi di valori che rappresentano perfettamente lo spirito Rotariano hanno pervaso di sincera emozione tutti i numerosi partecipanti.
Riportiamo di seguito il discorso di Viviana Lucarini.
Buonasera Presidente e membri del Rotary,
sono Viviana Lucarini e vi ringrazio per l'opportunità di raccontarvi una storia che per me è diventata una missione.
Quattro anni fa la mia vita è cambiata radicalmente. A causa di una grave infezione, tutti e quattro i miei arti hanno subito una necrosi irreversibile. Dopo un lungo periodo in terapia intensiva, amputazioni e una degenza ospedaliera complessa, ho dovuto scegliere dove proseguire la riabilitazione.
Dopo varie ricerche e valutazioni, ho scelto il Centro Protesico ROGA di Enna, un'eccellenza in questo campo, diventata per me casa e famiglia. Mi hanno letteralmente rimesso in piedi, insegnandomi a muovermi di nuovo grazie alle protesi.
La riabilitazione è un percorso lungo e impegnativo. Inizialmente si utilizzano protesi pesanti e stabili, e solo con il recupero del corpo si può passare a componenti più performanti. Nei primi due anni ho cambiato tre paia di gambe. Così mi sono ritrovata con protesi quasi nuove che non utilizzavo più.
Ho immediatamente pensato a una giovane ragazza conosciuta al centro pochi mesi prima: di origini africane, si trovava in Italia in affido per motivi di salute, tra cui un'amputazione. Avrei voluto donarle uno dei miei piedi protesici, usato pochissimo e di qualità superiore a quello che lei poteva avere. Era un gesto semplice, naturale. E invece ho scoperto che non potevo farlo.
Nonostante quel piede lo avessi pagato, la normativa europea proibisce la donazione e il riutilizzo delle protesi su suolo europeo, dato che sono catalogate come dispositivi medici.
Lo shock iniziale è diventato una domanda inevitabile: se io, amputata da poco, avevo due piedi inutilizzati, quanti dispositivi giacevano dimenticati nelle case di migliaia di amputati in tutta Europa? E se da noi erano legalmente inutilizzabili... altrove magari avrebbero potuto cambiare la vita a qualcuno.
Conosco bene i costi altissimi delle protesi e l'impatto che può avere il non averne una. In molte aree del mondo l'accesso è praticamente impossibile. Pensare a questo enorme potenziale sprecato era impossibile da accettare.
Ho iniziato a cercare qualcuno che già lavorasse su questo tema, convinta di non poter essere l'unica al mondo a riconoscere un potenziale così grande trasformato in spreco. E infatti ho trovato STAND, un'organizzazione internazionale che da più di dieci anni recupera protesi dismesse e, attraverso una rete di centri ortopedici in Africa sub-sahariana, le adatta e le distribuisce gratuitamente a chi ne ha bisogno. Mi sono unita al loro lavoro come ambasciatrice.
Il mio passo successivo è stato organizzare una campagna di raccolta nel mio centro protesico. In pochi mesi abbiamo raccolto un numero sorprendente di dispositivi: piedi, ginocchia, piloni e componenti ancora perfettamente utilizzabili. Tutti hanno donato con grande gioia: gli amputati sanno bene quanto le protesi siano indispensabili per ricostruire una vita accettabile.
Ho poi organizzato una giornata di volontariato in cui, insieme ai tecnici, abbiamo smontato, separato e catalogato ogni parte per distinguere ciò che poteva essere riciclato da ciò che non era idoneo. Una fase che — desidero sottolinearlo — ripeterò personalmente in ogni centro in cui lancerò una campagna, perché il controllo e lo smontaggio accurato sono fondamentali prima della spedizione.
È importante chiarire che non tutte le componenti di una protesi possono essere riutilizzate: l'invaso — la parte che avvolge il moncone — è sempre irripetibile e non trasferibile, perché viene realizzato su misura attraverso un calco in gesso o una scansione specifica del moncone. Ogni invaso è unico ed è l'unica parte che non può essere riciclata. Ma piedi, ginocchia, piloni e componenti meccanici possono essere recuperati e adattati ad altri pazienti.
Abbiamo inviato tutto a STAND, che lo ha distribuito alle cliniche partner, dove ortopedici locali hanno potuto adattare ogni protesi al paziente giusto. Perché per usare una protesi serve un centro, serve un tecnico, serve un adattamento: non basta mandare un pacco. E questo STAND lo fa da oltre dieci anni, in modo etico e professionale.
Quel giorno, guardando tutte quelle protesi pronte per riprendere vita, mi sono fatta una domanda che non mi ha più lasciata:
Cosa succederebbe se ogni centro protesico in Italia, e persino in Europa, facesse lo stesso?
Il risultato sarebbe enorme. In Europa una protesi si cambia mediamente ogni tre anni: significa un flusso continuo di dispositivi inutilizzati. Inoltre ogni amputato, almeno una volta l'anno, passa dal proprio centro: un'opportunità perfetta per campagne strutturate, regolari e verificabili.
Il mio obiettivo oggi è proprio questo: creare un circuito costante e circolare di riciclo protesico, trasformando un rifiuto costoso in una seconda possibilità di vita. E il bisogno è purtroppo destinato a crescere: il numero degli amputati, sia per cause traumatiche sia per cause mediche, è in aumento in tutto il mondo.
Per riuscirci sto organizzando un tour nazionale nei principali centri protesici italiani e nelle associazioni di amputati e sportive, per sensibilizzare, formare e creare accordi di collaborazione concreti. Se questo progetto avrà successo — come credo — sarà possibile replicarlo anche in altri Paesi europei, creando una rete internazionale di raccolta permanente.
Ecco perché sono qui.
La struttura, i valori e la presenza territoriale del Rotary fanno della vostra organizzazione un potenziale alleato straordinario.
Per questo vi ringrazio infinitamente per la vostra volontà di sostenere il progetto pilota italiano del tour.
Il viaggio sarà articolato in due tappe:
Avrò bisogno di due accompagnatori:
Il service rotary consisterà nel supportare questo viaggio nei modi che andremo a definire.
Più persone raggiungiamo, più protesi possiamo raccogliere, e più vite possiamo cambiare. Per i piccoli centri e le zone remote sarà infatti attivo un sistema di contatto diretto, così da poter organizzare ritiri personalizzati senza lasciare indietro nessuno.
Vi ringrazio per avermi ascoltata.
Spero di essere riuscita a trasmettervi lo spirito e l'urgenza di questo progetto.
Sono disponibile a rispondere a qualsiasi domanda, logistica, operativa o personale.
Grazie di cuore.
Viviana Lucarini

Le luci del Circolo Volta hanno illuminato anche quest'anno l'immancabile Festa Natalizia della nostra congregazione rotariana: non erano le luci, gli specchi e le colonne dei tempi passati, al Circolo della Stampa nel prestigioso palazzo Serbelloni, quando ci potevamo permettere fasti oggi inimmaginabili, ma pur sempre abbiamo potuto apprezzare il calore e l'eleganza (il mood direbbero sinteticamente i giovani) ancora vivi e presenti in uno dei più antichi circoli sociali di Milano (150 anni!).
C'erano tanti giovani, non solo ospiti ma finalmente anche soci, avvenimento molto significativo in questo periodo di grande crisi sociale e di smarrimento culturale che tutti stiamo affrontando.
Ma la festa è cominciata già prima, alle 19, nella vicina chiesa della SS.Trinità dove, in una piccola cappella attigua alla vasta e moderna navata centrale il Mons. Marco M. Navoni, nostro socio onorario, ha celebrato la S.Messa, destinando una benedizione particolare a noi dell'Aquileia. Toccante la sua predica sulla parabola dei "Vignaioli infedeli" (Matteo 21-33-46) con la quale il Vangelo simboleggia il rifiuto di Gesù da parte delle autorità religiose, ma ancor più quella della composizione etimologica della parola "Consolazione" a significare l'estremo aiuto che può dare la Fede a chi si sente drammaticamente solo.
Successivo rientro al Circolo e ammassamento al guardaroba, ottima occasione per scambiarsi i primi regali e pure una prima dose di auguri nel timore di non riuscire a farcela verso tutti dopo l'usuale panettone.
Belle signore con eleganti mises hanno illuminato ancor più il vasto salone delle feste, accompagnati dalla soffusa (si fa per dire) melodia del pianista Maestro Adriano Bazzi che ci ha più volte deliziati con immortali pezzi di Morricone, Gershwin ecc. a cominciare da "C'era una volta l'America" e per finire con suoi particolari arrangiamenti sincopati e jazz.
All'aperitivo, presentazioni di ospiti e scambio di ultime notizie fra i soci come non si fossero più visti dalla Festa dell'anno precedente e poi la cena tradizionale con salmone, tortelli di zucca (buoni, ma essendo lo scrivente di origine mantovana li avrei chiamati con nome diverso) e arrosto farcito, fino all'avvio della attesissima tombola, con la relativa consegna dei doni portati dai soci, tutto perfettamente gestito da Alessandra Caricato con il valido sostegno dei nuovi soci Vullo, Jacono, Marchetti e forse altri di cui purtroppo è sfuggito il nome.
L'incasso è stato devoluto al service del club e stranamente, quest'anno non tutti i pacchetti hanno raggiunto gli amici Della Rossa.
Un particolare ringraziamento alla presidente Alessandra che pur immersa nei suoi impegnatissimi incontri di fine anno ha saputo organizzare la serata con il valido aiuto dei noti altri "Volenterosi" ma soprattutto perchè ci ha graziato dei noiosi e retorici discorsi di prammatica che spesso si usano in queste occasioni.
Si è conclusa così la Natalizia di quest'anno, una serata piacevole e distensiva che per un attimo ci ha fatto dimenticare le difficoltà che affronteremo domani (Mons. Navoni).
Giancarlo Caramanti
Il 17 novembre u.s. si è tenuta al Circolo Volta la nostra assemblea con una buona partecipazione.
È stato un momento totalmente dedicato a "noi", denso di attività e perciò senza alcuna relazione che di norma accompagna i nostri piacevoli incontri.
In ordine di accadimento, e non di importanza, la prima attività che ci ha coinvolti ha riguardato l'elezione del nuovo Consiglio Direttivo nell'anno di Presidenza di Giada Arioli nonché l'elezione del Presidente per l'anno 2027/2028.
La raccolta delle schede elettorali è avvenuta con ordine e semplicità grazie all'impostazione data da Alberto Gatteschi.
Suonata la campana e ascoltati gli inni, abbiamo goduto, in modo estremamente conviviale, la cena offertaci dal Circolo.
A fine cena si sono spente le luci e tra gli applausi di tutti sono stati fatti gli auguri di Buon Compleanno a Graziano Della Rossa che ha voluto celebrare tale ricorrenza con i suoi amici Rotariani: ancora tanti auguri, e complimenti, Graziano!
Ha quindi preso la parola il nostro Presidente Alessandra Iaia che ha chiesto l'approvazione del nuovo Statuto del Rotary Club Milano come da linee guida ricevute dal Distretto e anticipatoci in data 06 novembre u.s. da Riccardo Santoro per opportuna e doverosa lettura: l'approvazione è avvenuta all'unanimità.
È stato, inoltre, confermato il Regolamento del Club nella versione del 2023.
Alessandra ha quindi passato la parola e il microfono a Ferdinando Pampuri che in qualità di Tesoriere ha puntualmente presentato il bilancio dell'anno di presidenza di Natale Mangano. Vi è stata grande soddisfazione da parte dei soci e l'esposizione, chiara e professionale, non ha richiesto alcuna domanda di chiarimento: anche tale documento è stato approvato all'unanimità.
Il Presidente, quindi, ha proceduto alla condivisione delle risultanze delle elezioni grazie al lavoro di Alberto e delle scrutatrici con i seguenti risultati:
• Presidente del Club per l'anno 2027/2028: Claudio Granata. Tra gli applausi dei soci, Claudio, preso il microfono, ha espresso il suo ringraziamento per la fiducia accordatagli;
Per l'anno 2026/27 risultano eletti
• Vicepresidente: Natale Mangano
• Tesoriere: Ferdinando Pampuri
• Segretario: Ignazio Chevallard
• Prefetto: Filippo Gattuso
• Membri del Consiglio Direttivo:
1) Pasquale Ventura;
2) Gabriele Iacono;
3) Luigi Candian;
4) Claudio Vanzan;
5) Renato Di Ferdinando;
6) Alessandro Visconti;
7) Riccardo Marrosu.
Un ringraziamento a tutti i soci che si sono resi disponibili.
Il Presidente, quindi, ha proceduto ad ulteriori informazioni importanti per tutti noi:
• La serata Natalizia si terrà in data 15 dicembre presso il Circolo Volta. È previsto un contributo di € 20,00 per ogni socio ed € 50,00 per i consorti. Forte è l'invito alla partecipazione ricordando di portare un "presente" utile alla abituale lotteria.
• Condivisione della lettera di ringraziamento ricevuta dal Governatore del Distretto 2041 Rotary Internazionale, Riccardo Di Bari;
• Marina Gigliola Vedani ha ricordato la Santa Messa celebrata da mons. Navoni in memoria di Enzo Vedani il 28 novembre ore 17.30 nella chiesa del Santo Sepolcro e la Christmas Edition – Atelier CasAmica il giorno 27 novembre in via Kramer 4, h 18,30.
• Invito del Panathlon Club di Milano all'evento "La salute dello Sport" in data 27 novembre p.v.
• Possibilità di partecipare ad una rappresentazione, Stand Up, al Teatro Gerolamo in P.zza Beccaria, 8 Milano domenica 25 gennaio 2026.
• Indicazioni organizzative, chiare e puntuali, del viaggio previsto dal 24 al 27 aprile 2026: "Un'identità senza confini: Bilbao e la Terra Basca.
In conclusione, Pietro Freschi ha espresso la soddisfazione e il ringraziamento nei confronti dei soci finanziatori della Borsa di Studio Borsa di Studio Certificazione Auditor ISO 9001:2015/ISO 1400:2015/ ISO 19011: 2018/ ISO 45001:2018 – 10^ edizione .
Per chiudere, appuntamento a lunedì 1° dicembre in sede per ascoltare Viviana Lucarini con la relazione: A journey to give back – Italy Edition. Road Tour per il Riciclo Protesico in Italia.
Riccardo Marrosu
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