Giove Pluvio non è stato benevolo in questa domenica di maggio quando la presidente Alessandra ha organizzato, dopo le precedenti gite alla Reggia di Venaria Reale e al Castello di caccia di Stupinigi, una interessante visita a Moncalieri per completare le giornate dedicate ai "luoghi di delizia" della famiglia Savoia, sontuose residenze che circondavano la città d Torino a testimonianza della magnificenza della Casa Reale.
Ma la nostra Alessandra, per accontentare il sottoscritto (il cui padre vi era stato convittore dal 1917 al 1923) è riuscita grazie alla sua amica Antonella Parigi, Assessore alla Turismo, Cultura e pari opportunità, anche a farci visitare il Real Collegio Carlo Alberto.
Il Collegio fu fondato dal re Carlo Alberto nel 1838 con l'obiettivo di creare un Istituto per l'educazione di alto livello dei giovani esponenti dell'alta borghesia del Regno di Sardegna e trasforma l'antico convento francescano in una struttura destinata alla istruzione affidandone la gestione ai Padri Barnabiti (Chierici regolari di San Paolo), ordine noto per i metodi educativi particolarmente efficaci con un approccio pedagogico innovativo, che abbinano alla formazione religiosa un apprendimento scientifico e sperimentale.
Dalla guida Alessandro veniamo accompagnati non solo nelle vecchie aule e nelle camerate del Collegio ma anche a visitare le preziose collezioni raccolte al suo interno, da quella ornitologica a quella etnografica, archeologica, mineralogica e di strumenti scientifici. Notevole la parte di antica strumentazione meteorologica ideata da Padre Denza, fondatore dell'osservatorio astrologico ospitato all'interno della specola, nonché la preziosa biblioteca. Dopo la chiusura del convitto da parte dei padri barnabiti con l'interruzione dell'attività didattica il Collegio diventa sede di vari enti per poi trasformarsi in un prossimo futuro in museo e centro culturale.
Dopo il tipico pranzo piemontese presso il ristorante "la cadrega" corriamo sotto la pioggia a visitare il vicino Castello Reale, nato nel XIII secolo come fortezza di difesa della città (ancora oggi è sede dell'Arma dei Carabinieri – Primo Battaglione Piemonte) trasformato poi in epoca barocca dalla famiglia Savoia in residenza abitata sia durante il regno di Sardegna che dopo l'Unità d'Italia. Patrimonio dell'umanità dell'Unesco abbiamo potuto visitare gli appartamenti reali in un susseguirsi di ambienti riccamente decorati con arredi dell'epoca nonché la Cappella Reale ed il torrione sud-est, appartamento di Vittorio Emanuele II, restaurato dopo il violento incendio divampato nel 2008.
Sorpresa finale, il 10 maggio è la festa della Mamma, ed ecco allora cinque figuranti in costumi dell'epoca che ci raccontano nelle varie sale aneddoti ed avventure correlate alla vita di corte ma soprattutto enfatizzando il triste destino delle principesse, obbligate a matrimoni politici combinati per aumentare il prestigio della famiglia e destinate a generare eredi maschi; altrimenti abbandonate e sostituite con altre nobildonne più giovani e forse più prolifiche.
Un'altra bella giornata trascorsa assieme in amicizia. Amicizia che è alla base del Rotary e favorisce conoscenza reciproca e affiatamento.
Nani Chevallard


