
Come è ormai tradizione quando il relatore è un socio del Club ci ritroviamo al Circolo Volta, questa volta per ascoltare l'interessante relazione di Claudio Vanzan già Private Banker di Finecobank , che ci aggiorna sulla geopolitica ed i mercati finanziari in questo tribolato momento storico con un confronto con le situazioni del recente passato. Ospite della serata il figlio Tommaso.
In apertura di serata Alessandra ci ragguaglia sui programmi (intensi) delle prossime settimane: oltre al viaggio a Bilbao ricorda l'Assemblea Distrettuale del 9/5 e la gita a Moncalieri del 10/5, si sta anche programmando la ormai tradizionale gara di bocce per il 4/5 presso il Volta (ore 19).
Dopo il ricco buffet la presidente passa la parola a Claudio che inizia la sua relazione specificando i vari mercati finanziari, (Valutario, Titoli di debito, Titoli azionari, Commodities) e confrontando i differenti approcci geopolitici (unipolari (USA) e multipolari (Cina , Russia, Brics...) ) per l'esercizio del potere che si basa principalmente sul controllo delle fonti energetiche (petrolio e gas), sul controllo delle vie di comunicazione ( canale di Panama in primis) e sull'accesso alle materie prime strategiche, (terre rare e metalli industriali) in una aperta competizione tra Stati Uniti e Cina.
Con numerosi diagrammi ricorda lo sviluppo della convertibilità in oro del dollaro quale valuta di riserva internazionale nata dagli accordi di Bretton Woods (1944) fino alla fine di questa convertibilità nel 1971, con la nascita poi dei petrodollari nel 1974 con l'accordo USA-Arabia Saudita in una economia circolare dove gli elevati incassi sauditi in dollari venivano reinvestiti nei titoli di debito americani che garantivano una solidità ed un rendimento che attiravano anche le altre banche centrali. Dopo la crisi finanziaria del 2008 con l'aumento quasi insostenibile del debito pubblico americano (aumentato molto di più del debito pubblico cinese ed europeo) la situazione si è capovolta e le banche centrali hanno ridotto notevolmente le loro riserve in dollari ed in titoli del debito americano facendo aumentare il valore del mercato azionario e generando una forte inflazione non più controllabile con i tassi di interesse, anche se l'ingresso nel W.T.O. della Cina ne ha ridotto l'influenza con un offerta di prodotti a costi molto più bassi.
Cosa ci si può aspettare allora in un prossimo futuro, continua Claudio, l'ottimismo degli investitori sui livelli di crescita è diminuito, gli enormi investimenti nell'I.A. richiederanno maggiori disponibilità di energia attualmente non disponibile (a meno di non ripensare al nucleare), è ormai finito l'effetto deflattivo benefico dei prodotti cinesi a basso costo perciò avremo un aumento dell'inflazione e maggiori tassi di interesse.
Un discorso complementare meritano le materie prime: per quanto riguarda i metalli industriali i cicli estrattivi non riescono a stare dietro ai maggiori consumi, (la necessità di rame e piombo crescerà notevolmente, produrremo più energia ma non sapremo come distribuirla) e per quanto riguarda le terre rare e l'Oil & Gas sono fonti di avventurose iniziative (Venezuela, Iran, Groenlandia, Africa). Restano come beni rifugio l'oro e l'argento: abbiamo già un deficit di argento perché usato anche nei sistemi industriali, l'oro diventa così il bene rifugio tradizionale di ogni fase di incertezza politica, soprattutto legato anche al blocco delle riserve valutarie della Russia. Tutte le banche hanno avviato programmi di acquisto di oro riducendo la detenzione di USD.
La dettagliata relazione di Claudio consente di rispondere solo alle domande di Lamberto, Francis e Anna Maria O. L'ora tarda ed il tocco di campana concludono una interessantissima serata che permette a soci giovani e meno giovani di conoscersi di più.
Nani Chevallard


