
Incontro rotariano diverso voluto dalla nostra Presidente Alessandra per una visita al teatro Gerolamo, detto anche la piccola Scala, ed il successivo recital di Anna Gaia Marchioro dal titolo "Stand up".
Interessante la visita esplicativa a questo gioiellino poco conosciuto, teatro storico in centro a Milano, che offre non solo spettacoli, concerti e mostre ma occasioni di incontri professionali e di marketing e perché no, anche di matrimoni.
Il direttore tecnico, simpatico monferrino, dopo averci fatto accomodare in sala, ce ne racconta la storia impreziosendola con numerosi aneddoti. Costruito all'interno di un palazzo settecentesco, copiando la struttura ed utilizzando i materiali che avanzavano dalla costruzione della Scala, fu destinato inizialmente agli spettacoli di marionette di Giuseppe Fiando, per dare un luogo di attrazione ai numerosi bambini che frequentavano la piazza purtroppo vicina al carcere Beccaria (con tutta la relativa fauna poco appropriata), dando spazio anche al teatro dialettale coinvolgendo i più importanti esponenti della Milano della Scapigliatura. Alla morte del Fiandro il Gerolamo mantenne il suo legame con il teatro delle marionette, ospitando tra le altre compagnie quelle della Carlo Colla che ne assunse poi la gestione.
Chiuso nel 1957 per ragioni di sicurezza, il teatro fu recuperato all'uso da Paolo Grassi, che ne fece sede di cabaret e piccoli spettacoli, interpretati dai più importanti attori e cantanti della scena nazionale e internazionale (tra gli altri la Valeri, Paolo Poli, Jannacci, Dario Fo e Franca Rame, la Vanoni, Modugno e Juliette Greco). Divenne poi sotto la gestione di Umberto Simonetta sede degli spettacoli dialettali di Piero Mazzarella ed in seguito di Giorgio Gaber.
Chiuso nel 1983 sempre per ragioni di sicurezza, nel 2017 viene riaperto al pubblico, grazie ad un grande lavoro di restauro ed è in questo gioiellino che possiamo poi assistere allo spettacolo di Anna Gaia Marchioro "Stand Up", strabiliante cabarettista che ci racconta per più di un'ora la storia esilarante ma anche drammatica di una inguaribile sognatrice omosessuale sempre troppo ottimista che si deve confrontare con una cruda realtà piena di fallimenti e che vuole far scoprire al pubblico come nel racconto dell'imperfezione della vita, è il senso della vita stessa. Ci confida alla fine che era una prova generale per verificare le reazioni del pubblico alle battute e al linguaggio, sotto l'occhio attento di Teresa Mannino, presente in sala.
Simpaticissima l'iniziativa di Alessandra apprezzata da tutti i presenti che uscendo dal teatro confessavano di non conoscere questa realtà nel pieno centro di Milano.


