La prima serata del nuovo anno e' dedicata al service CAM .
Il primo intervento è di Mario Zevola, presidente del CAM (Centro Ausiliario per i Minori), che ripercorre la nascita, l'evoluzione e le principali attività dell'associazione.
Il CAM nasce nel 1969 a Milano come supporto al Tribunale per i Minorenni, inizialmente per affrontare il problema dei minori abbandonati e favorire l'applicazione della nuova legge sulle adozioni, superando l'idea dei figli come "proprietà" dei genitori. All'epoca circa 20.000 bambini vivevano negli istituti e fu necessario censirli e valutare la possibilità di inserirli in famiglie idonee. Fondamentale fu l'impegno di un gruppo di volontarie che collaborarono direttamente con i giudici, creando una sinergia tra pubblico e privato a favore dei minori.
Nel tempo l'attività del CAM si è ampliata: oltre all'adozione, si occupa di ricerca, affido familiare e analisi dei bisogni dei minori, contribuendo anche a importanti cambiamenti legislativi, come la riforma del 1983 che abolì l'istituto dell'affiliazione e riconobbe il diritto di tutti i minori (fino ai 18 anni) ad avere una famiglia.
Il CAM ha poi sviluppato interventi specifici per i giovani prossimi alla maggiore età, spesso senza famiglia, attraverso progetti di accoglienza familiare flessibile e soprattutto tramite borse lavoro e borse studio. Queste iniziative permettono ai giovani di entrare gradualmente nel mondo del lavoro con un periodo di sei mesi finanziato dal CAM, senza costi per il datore di lavoro, che si impegna poi ad assumere il ragazzo se l'esperienza è positiva.
Negli anni, 700–800 giovani hanno partecipato al programma con un tasso di successo del 90%. Il CAM accompagna i ragazzi anche sul piano educativo, aiutandoli a gestire il denaro e a costruire autonomia. Mantiene inoltre un legame nel tempo, offrendo piccoli aiuti successivi per progetti concreti (patente, computer, affitto), verificando così l'efficacia duratura degli interventi
La serata prosegue con l'intervento della dottoressa Cristina Marchini, che ringrazia i presenti per l'invito e per il finanziamento di due borse lavoro destinate a giovani seguiti dal CAM. Le borse sono state assegnate a A. e M., due ragazzi di origine egiziana.
A., arrivato in Italia da minorenne, è stato accolto in una comunità milanese dove ha imparato l'italiano e conseguito il diploma di scuola media. Il suo sogno è diventare tappezziere, mestiere della sua famiglia in Egitto. Grazie alla borsa lavoro, oggi lavora come apprendista presso un tappezziere; è molto motivato e il datore di lavoro è soddisfatto del suo impegno.
M., arrivato in Italia dopo un viaggio molto difficile segnato da violenze e detenzione in Libia, è stato ospitato da un'altra comunità milanese. Anche lui ha imparato l'italiano, si è diplomato e, grazie alla borsa lavoro, ha iniziato un'esperienza in una ditta di pulizie, utile anche per sviluppare competenze in ambito di manutenzione. I riscontri sul suo percorso sono positivi e si auspica una futura assunzione.
L'intervento sottolinea come l'inserimento lavorativo di questi giovani contribuisca al bene comune: offrire opportunità di lavoro favorisce l'integrazione, riduce il rischio di emarginazione e di coinvolgimento in circuiti criminali e produce benefici per l'intera comunità. Il ringraziamento finale evidenzia che il sostegno dato ai ragazzi non è solo un aiuto individuale, ma un investimento sociale condiviso
Stefano Bonatti


