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Ospite della interessante serata, nell'accogliente sede dell'Hotel Tocq, la dott.ssa Marcella Caradonna, Presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Milano nonché Professore di Strategia Aziendale all'Università Cattolica di Milano.
Il nostro Presidente Ferdinando Pampuri, introducendo il tema affidato all'Ospite, ricorda come oggi si riscontri una domanda di consulenza qualitativa che implica un'etica del professionista sempre più orientata a supportare una funzione sociale dell'impresa a favore degli stackeholders e che trova la propria sintesi nel bilancio di sostenibilità.


La sostenibilità è l'insieme di norme, prassi ed orientamenti normalmente di derivazione internazionale (a livello ONU, UE) volti alla ricerca del cd. "sviluppo sostenibile". Per una impresa essere "ESG Compliant" significa avere adottato (e quindi essere in regola) un sistema di valori e di procedure volte al rispetto dell'ambiente (lettera E dell'acronimo ESG, da Environment), del sociale (Lettera S, Social) e del governo delle imprese (G, Governance), nell'ambito di obiettivi di sviluppo sostenibile, di inclusione sociale e di buon governo.
A livello ONU sono stati stabiliti 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS, Sustainable Development Goals SDGs) entro il 2030 quali: povertà zero; fame zero; salute e benessere; istruzione di qualità, acqua pulita e igiene, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica; industria innovazione e infrastrutture; ridurre le disuguaglianze; città e comunità sostenibili; consumo e produzione responsabili; agire per il clima; la vita sott'acqua; la vita sulla terra; pace giustizia e istituzioni forti; partnership per obiettivi.
La Dott.ssa Marcella Caradonna apre il suo intervento precisando che la massimizzazione del profitto oggi non è più il solo obiettivo dell'impresa sempre più orientata a una funzione sociale basata su valori di sostenibilità. L'Impresa non produce solamente ricavi ma diviene anche un soggetto che pubblica il codice etico, che promuove la trasparenza, la parità di genere e il rispetto dell'ambiente, quest'ultimo obiettivo, non limitato a non inquinare (normalmente comportamento vietato e sanzionato dalla legge) ma ad una attività propositiva di miglioramento dell'ambiente.
Ciò implica rompere gli schemi del passato; si considerino ad esempio i rapporti tra fisco e investimento in sostenibilità dove il principio di inerenza dei costi ai ricavi tassabili ai fini della deducibilità per la determinazione del reddito d'impresa deve essere rivisto consentendo la piena deducibilità dei costi finalizzati alla sostenibilità.
Cambia quindi il paradigma e l'obiettivo della fiscalità deve divenire un fattore di accompagnamento e di aiuto all'impresa nella valorizzazione della sua funzione sociale. Occorre quindi un cambio di mentalità volto a portare all'interno dell'impresa un sistema di valori non meramente quantitativi ma qualitativi.

 


Oggi si sta pensando ai modi con i quali "trasformare in numeri" le strategie di sostenibilità, che viene sintetizzata dall'acronimo ESG relativo alle parole Environment (ambiente), Social (sociale) e Governance (governo dell'impresa).
Costituisce un esempio il rating assegnato alle imprese in relazione alla sostenibilità e al quale viene associata la possibilità per la banca di erogare e l'idoneità dell'impresa di acquisire finanziamenti.
Tali concetti, previsti in accordi internazionali (a livello Onu) o in norme di derivazione europea (esistono diverse Direttiva europee
e disposizioni interne come gli di trasparenza previsti nel Testo Unico della Finanza per le società quotate) dovranno sempre più essere accolti nella mentalità delle imprese italiane e non soltanto in quelle di grandi dimensioni.
Le società quotate ad esempio sono obbligate alla predisposizione della "Dichiarazione individuale non finanziaria" documento che esprime i fattori e i valori dell'impresa in relazione ai criteri di sostenibilità.
Oggi per una impresa essere "ESG Compliant", è peraltro non solo un fattore di sviluppo ma anche di sopravvivenza.
Sempre più le norme di filiera obbligano le imprese ad adeguarsi e prevedere al proprio interno il rispetto dei criteri di sostenibilità per potere continuare ad essere fornitrici e presenti nelle cd. "catene del valore".
D'altra parte, anche i fondi di investimento esteri orientano le proprie decisioni di investimento selezionando le imprese in funzione del relativo rating di sostenibilità coerentemente con i principi della cd. finanza sostenibile.
Tre sono i concetti fondamentali nell'ambito dello sviluppo nell'ambito dello sviluppo sostenibile: i) orientare i flussi di capitali; ii) gestire i rischi finanziari; iii) promuovere la trasparenza e la visione di lungo termine nelle attività economico-finanziarie.
Marcella Caradonna, quindi, sottolinea l'importante funzione dei Dottori Commercialisti che, vista la vicinanza all'impresa, sono il fattore di diffusione di questa nuova cultura.
Circa la gestione dei rischi finanziari viene ricordato come, a seguito dell'introduzione del nuovo Codice della Crisi d'impresa, le aziende devono dotarsi di "adeguati assetti organizzativi" volti a presidiare e individuare i segnali di allerta della crisi al fine di mettere l'imprenditore nelle condizioni di porre in essere tempestivamente gli opportuni provvedimenti preventivi correttivi.
Sotto tale profilo l'Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano si è fatto promotore di azioni in termini di sostenibilità proprio per essere da esempio per le imprese: "essere testimoni è un metodo per essere da esempio per le imprese", precisa Marcella, nell'ambito della cd. carbon neutrality ovvero dell'inclusione del lavoro femminile.
Anche i giovani devono essere informati sulla cultura della sostenibilità; diffondere i concetti ESG nelle scuole potrebbe anche essere una delle mission dal Rotary, soggetto che fa dell'opera nel sociale uno dei propri obiettivi. Il Rotary potrebbe diventare un importante anello di diffusione attraverso, ad esempio, accordi con gli Ordini dei Dottori Commercialisti locali.
Essere ESG compliant implica per le imprese il sostenimento di costi aggiuntivi che non possono gravare esclusivamente sull'impresa, ma devono almeno in parte assistiti da un intervento statale attraverso il riconoscimento della deducibilità degli investimenti in sostenibilità ovvero la concessione di adeguati crediti d'imposta; viene rilevato che la Riforma Fiscale in atto non si dimostra molto sensibile sul tema; tuttavia, esistono e vanno valorizzati strumenti come le cd. "B-Corp" le Società Benefit che hanno nei propri statuti sociali il perseguimento di obiettivi di sostenibilità.
Si apre il dibattito con domande e riflessioni molte volte a sottolineare come per le imprese nazionali, normalmente di piccole dimensioni, il rispetto dei criteri sostenibilità significa esporsi ad un sistema di costi che ne abbassa ancora di più la propria redditività; sul punto la Relatrice precisa che sarà il mercato, con le cd. "catene del valore" a obbligare le imprese ad adeguarsi e quindi come sia importante che il pubblico si faccia promotore di forme di aiuto.
D'altra parte, viene inoltre rilevato come tipicamente le imprese vengono finanziate in base alla propria solidità patrimoniale e alle disponibilità di garanzie offerte; anche sul punto la Dott.ssa Caradonna precisa che il rating di sostenibilità sarà sempre più importante per l'acquisizione dei finanziamenti, così viene peraltro previsto in interventi di prassi della Banca d'Italia rivolti alle banche.
La serata si chiude con uno sguardo fiducioso al futuro e alle nuove generazioni per le quali occorre creare specialmente nelle scuole il DNA per la sensibilità alle tematiche ESG che dovranno sempre più costituire la base culturale per l'orientamento delle scelte imprenditoriali e sociali.
Per concludere mi piace citare un passo tratto dal libro "Sostenibilità in cerca di imprese" di Giangualano-Solimene, Egea, che suggerisco di leggere: "Lo sviluppo sostenibile non è una sciocca utopia, ma l'unica possibilità che il mondo delle imprese e la società odierna hanno per assicurarsi un futuro. La vera utopia è pensare che l'attuale sistema possa funzionare ancora".

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Di Riccardo Santoro

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